martedì 30 aprile 2013

Riassuntone di Aprile

Per la gente pigra come me qui c'è un riassuntone con due righe su sei canzoni bellissime di sei album bellissimi che abbiamo recensito in questo mese.

Aprile dolce dormire. Aprile dolce ascoltare Musica. E immaginare che sia già Estate. Mare, sale sulla pelle, vento tra i capelli, tramonti sulla spiaggia, notti che vorresti non finissero mai. Al momento avrei proprio bisogno di questo. Scelgo Imaginary Latex Gloves, quinta e ultima traccia di Ask the Oracle dei The Clever Square. Suoni estivi, caldi e spensierati seguono un ritmo ondeggiato accompagnati da una voce lontana; quasi come se ci fosse un marinaio che, imbracciando la chitarra, naviga sulla sua barchetta deliziandoci con le sue melodie. Lasciatevi rapire da questa atmosfera positiva, marittima, rilassante. Ascoltate! (Elena)


Gli animali in letargo lasciano le proprie tane, non è più tempo di sonnolenza e inappetenza. L’inverno è passato. Sbocciano gli amori, le giornate sono più lunghe e ogni singola cosa sembra aver acquisito una luce diversa. Un po’ come il nuovo lavoro de L’Orso che dopo tre Ep torna a deliziarci con un album che è il sunto di un’esperienza emozionale, che si arricchisce di arrangiamenti più solidi e nuove e cangianti sfumature sonore. Il brano che vi proponiamo è la bellissima Con i chilometri contro, infusione di un frizzante twee pop, tra un handclapping festoso e uno sfondo coloratissimo di archi e coretti. Qui la nostra recensione e qui il bandcamp di Garrincha Dischi con lo streming completo. A voi! (Mara)


Mild Eyes è la terza traccia di The Electric Dragon of Venus ultima fatica di My Dear Killer. La melodia iniziale di un carillon apre la strada a crepitii sonori provenienti da qualche luogo. Altrove altri rumori, porte si chiudono e luci si spengono a causa del vento che s'impone aitante. E' concesso immaginare qualsiasi cosa. La voce di Stefano direttamente dalle sue viscere canta il tempo che passa, i ricordi di silenzio. Traccia perfetta per aumentare lievemente uno stato ansiogeno malinconico romantico, da ascoltare in solitudine. Se avete voglia di affondare in questo mood qui c'è la nostra recensione e qui anche una lunga intervista! (Mariateresa)



L'occasione è il nuovo album di Corrado Meraviglia, intimo e preciso come un'operazione chirurgica che mi ha asportato gli organi interni in ordine alfabetico. La Bella Stagione è una canzone sulle promesse disattese che facciamo a noi stessi e agli altri, è un'amore che volevi ti aspettasse e che non hai più richiamato. Qui c'è la nostra recensione mentre a questo link trovate l'intervista a Corrado!


Vecchie frontiere apre l'ultimo Ep dei Mircanto dal titolo L'arte di comporre i fiori, basterebbe quella canzone per cambiarti la giornata, che sia l'alba o il tramonto poco importa perchè in certi momenti quella particolare luce diventa immobile e pertanto quell'istante infinito. Vecchie frontire mi fa tutto questo. A questo link c'è la recensione con il collegamento al download dell'intero disco.


La mia canzone preferita di sempre, quella con più ricordi, con più cicatrici. Era impossibile renderla più bella, eppure. Eppure. Please Please Please degli Smiths è solo una delle cinque cover, delle cinque perle di cui è composto il nuovo Ep dei Werner. La nostra recensione di QQ la trovate qui.

Miro Sassolini: 50 anni di vita e 30 anni di carriera

Oggi, 30 aprile 2013 compie 50 anni una delle voci più belle e significative della musica italiana, Miro Sassolini. Artista poliedrico, eclettico e fuori dagli schemi, Miro festeggia quest’anno anche 30 anni di carriera. Nel 1983 entrava infatti nel gruppo fiorentino Diaframma per scrivere, insieme ai Litfiba, pagine memorabili della storia della musica rock, italiana e non solo. Miro Sassolini lascerà il gruppo alla fine degli anni Ottanta, dopo aver inciso e portato al successo coi Diaframma e in oltre 500 concerti in Italia e all’estero album come Siberia, Tre volte lacrime e Boxe.

(foto di Giulia Delprato)

Fra il 1999 e il 2008 si dedica esclusivamente alle arti figurative ed espone le proprie opere in Italia e all'estero. Il 2013 inizia con un cameo nel disco Nulla è andato perso di Gianni Maroccolo e Claudio Rocchi e prosegue col lavoro, iniziato già nel 2011, al progetto S.M.S. insieme alla poetessa e paroliera Monica Matticoli e al musicista e produttore artistico Mauro Sabbione che sfocia nell'album Da qui a domani, prodotto dall’etichetta Black Fading Records.


«Nel nuovo progetto mio, di Monica e Mauro, sto usando la voce nella sua totalità e unicità, mi sto misurando non solo col canto ma con la ricerca di suoni e sonorità e, dunque, con la composizione musicale. Non realizzo solo linee vocali ma compongo partiture, arrangio: in altre parole, uso la voce non solo per creare il canto ma per creare la musica, come userei gli strumenti di un’orchestra. È un lavoro che sogno di fare da vent’anni e mi sento in una fase feconda ed evolutiva in cui, anche grazie a Monica e a Mauro, ho tutto da scoprire e tutto da imparare» (Miro Sassolini).


Per festeggiare il trentennale di attività, l'entourage di Miro Sassolini sta organizzando un concerto-evento in cui l’artista, insieme a Mauro Sabbione, rivisiterà la propria carriera dalle origini coi Diaframma al nuovo progetto.

SitoFBSoundcloudPlaylist youtube Da qui a domani

lunedì 29 aprile 2013

Brioscine appena sfornate: My Dear Killer

Ultimo lunedì di aprile con lunga intervista in compagnia di My Dear Killer. Stefano Santabarbara, dopo sette anni dal precedente Lp racconta, limpido, l'ultimo album The Electric Dragon of Venus e l'asse di rotazione pregno di emozioni e pensieri profondi intorno al quale ruota questo e tutto il suo lavoro. Da non perdere!


Ciao Stefano, la mia prima domanda riguarda le voci fuori campo presenti nel tuo ultimo album The Electric Dragon of Venus. Contestualizzarle potrebbe essere utile a potenziare l'ascolto, potresti indicarne la provenienza?
Grazie per avermi contattato. Le voci nei due strumentali sono di due "tipi". Le voci maschili sono campionate da dei documentari russi degli anni '70/'80 e sono degli scienziati che facevano parte del programma spaziale "Venera" (Venere). Queste sono descrizioni delle disavventure che hanno avuto le sonde su Venere (e in un caso su Marte) in quanto trovarono un ambiente ben diverso e più ostile di quel che si attendevano. Uno dei campioni è la "descrizione" del "dragone elettrico di venere", un fenomeno elettrico simile ai tuoni e fulmini nostri, che è stato registrato ma per cui non c'è motivazione. Da lì il titolo. Alcuni dei campioni sono le registrazioni del dragone elettrico di venere. Le altre voci le ho registrate io e sono di amiche, una russa e una bulgara (quindi è un simil falso), e non so esattamente cosa dicano, le ho lasciato libertà assoluta, purché parlassero di Venere e delle esplorazioni stellari durante la loro infanzia.

Parlando ancora del field recording domando se c'è un processo che ti porta a scegliere di accostare un brano ad una determinata registrazione di suoni d'ambiente. Sono utili nella resa di uno stato umorale e suggestivo? Sono narrativi? Potrebbero essere un approfondimento,  possibilità di espansione sonora in altri luoghi?
I field recordings non sono presenti solo a fini "cosmetici", allo stesso tempo sono di solito inseriti successivamente alla stesura dei pezzi, che potrebbero essere altrimenti costruiti intorno ad essi.

Qual'è il processo creativo, o meglio l'approccio, che ti consente di dar forma ad un brano e poi ad un intero album? Mi spiego meglio. In questo caso hai scelto di basare il lavoro su un macro argomento, il programma Venera che per certi versi è stato fallimentare poiché le condizioni "atmosferiche" sul pianeta causarono la perdita precoce delle sonde spaziali. Le sonorità dell'album e i testi sono immersi nello spleen del cuore, mi chiedo e domando a te, se c'è una connessione tra universale e particolare, tra avvenimento scientifico con dinamiche temporali storiche apocalittiche e avvenimento dell'anima con dinamiche temporali soggettive, introspettive ed esistenziali.
In realtà nella composizione di "The Electric Dragon of Venus" non ho direttamente basato la scrittura incentrandola sul programma Venera, che però è un argomento che m'incuriosisce e su cui cerco informazioni ormai da quasi una decina d'anni. Ci sono arrivato con un percorso, diciamo, indiretto. Il nucleo centrale dei brani è stato composto in un periodo abbastanza breve di tempo e pertanto è spontaneamente compatto, più che altro per quel che riguarda la struttura, o meglio la destrutturazione delle linee armoniche. Questo per me ha una certa importanza perché prediligo una certa omogeneità all'interno dello stesso lavoro. Allo stesso tempo, le tematiche toccate dai testi sono in pratica un filo conduttore di tutto quel che ho fatto finora come My Dear Killer; fondamentalmente è una riflessione, ma anche un tentativo di esternazione dell'incapacità di comunicare, e probabilmente anche di comprendere in profondità tutti quelli che potrebbero essere definiti come sentimenti d'affetto. E' più che ovvio che questo è un soggetto per nulla originale ma anche allo stesso tempo un elemento fondamentale dell'esistenza di qualsiasi essere umano. La cosa che può essere considerata, in qualche misura, caratterizzante di quel che cerco di fare è l'accento sulla barriera comunicativa, così che il fuoco non sia puntato su una relazione o i suoi sviluppi, quanto sulla loro reale assenza. La ricerca delle motivazioni di questa situazione, così come, ultimamente la sua accettazione in quanto inevitabilità, porta, una volta presone atto, pressoché inevitabilmente ad una dissezione microtomica della propria persona perché le altre rimangono avvolte dal manto del mistero. Ed è quindi una sorta di viaggio tra il buio, il vuoto e l'ignoto e come soli compagni certi, il silenzio e la solitudine. Ed è a questo punto che mi è sorta la suggestione del programma spaziale sovietico verso Venere, perché si sono trovati a esplorare un pianeta che si è verificato essere completamente differente da quel che si attendevano e questo ha generato una serie di fallimenti più che spettacolari. Ma ha anche dato modo di scoprire fenomeni imprevedibili, uno di questi è quello che è stato interpretato come una sorta di temporale elettrico pressoché permanente, registrato come una sequenza di scariche e che siccome è, a che ne sappia, tuttora incompreso ed era certamente incomprensibile all'epoca, è stato chiamato "il dragone elettrico (di venere)". Così ho preso questo termine, che è all'apparenza abbastanza esoterico e l'ho appiccicato alla raccolta di canzoni che avevo a disposizione, cui ho solo aggiunto i pezzi strumentali di apertura e chiusura del lavoro.


D'altra parte questa idea di un percorso attraverso spazi più o meno inesplorati, freddi, e soprattutto vuoti, ha influenzato la scelta dell'arrangiamento del disco, che è molto flebile e soffuso, a parte qualche episodio, rispetto al precedente Clinical Shyness che era stato pressoché sommerso, se non soffocato, da una densa stratificazione di umoristica. In questo svuotamento, se così è possibile chiamarlo, trovano un posto rilevante i campionamenti sia d'ambienti che di conversazioni, così come l'utilizzo di suoni sintetici, in quanto  diventano percepibili e discriminabili dal mantello di feedback e distorsioni. Quest'apparente differenza stilistica è in realtà anche sufficientemente spontanea e non completamente pianificata, tant'è che nei due lavori completi, ma anche in quelli più brevi, penso esista una sostanziale coerenza sia tematica sia, mi auguro, espressiva. D'altra parte, mentre nel primo lavoro c'era quasi un riflesso incontrollato a nascondere, in quel caso dietro a un mantello di suono, quel che è poi  il nocciolo delle storie, quasi a tenerlo segreto, incerti di essere compresi quel che si sta cercando di dire, nel caso di "The Electric Dragon of Venus" c'è la maturata certezza di non essere compresi e quindi nessuna ragione di mascherare, foss'anche sotto la lente del microscopio. Per questo la stesura finale dei pezzi e degli arrangiamenti è molto più trasparente, a tratti quasi evanescente che in passato. Anche in trasparenza, non si capisce, veramente, né si è capiti, veramente, e nulla cambia la sostanza delle cose, con le immancabili conseguenza che tutto ciò comporta. Soprattutto, a non capire e a non saper dire, sono io.

MDK a sottovoce - concerti fatti in casa

Per meglio entrare nella tua "estetica" e comprendere l'universo culturale a cui t'ispiri e in qualche modo appartieni, ti andrebbe di fare un elenco di dischi, libri, film che posseggono un valore nella tua formazione?
Questa può essere una domanda un po' difficile, così d'acchito sono sicuro che dimentico tre quarti delle cose che altrimenti riterrei fondamentali, ma proviamoci; via all'elenco palazzeschiano. Come registi, restringendo la lista quelli che penso mi abbiano più influenzato/appassionato sono Kieslowski, Herzog, Tarkovsky, Petri, Germi, Loach, Ferrara, Peckinpah, Zhang Yimou, Cukor, Kazan, Truffaut, Rohmer, e un po' tutto il genere noir alla Charles Laughton per dirne uno; libri, Pavese, Montale, TS Eliot, Coleridge, Gozzano, Bulgakov, LF Céline, Dostoevsky, Pushkin, Fenoglio, Gadda, Papini, Lee Masters, Capote, Conrad, Melville, Poe, insomma tutta roba decrepita; gruppi, selezionando brutalmente e citando a casaccio, Nick Drake, JC Frank, Low, Bedhead, Codeine, Seam, Gastr del Sol, Current 93, Cabaret Voltaire, Throbbing Gristel, Coil, Jesu, Slowdive, My Bloody Valentine, Black Sabbath, Sleep, Hood. Mi fermerei prima di compilare l'elenco del telefono.

Trovi ci sia una sottile similitudine tra Under My Bed Recordings, l'etichetta da te fondata, e la Boring Machines che promuove il tuo ultimo Lp? Entrambe si prendono cura di un atteggiamento sonoro intimo e solipsistico d'amore e dedizione sincero. Che ne pensi?
Ci sono decisamente delle somiglianze molto forti nell'attitudine alla produzione e specialmente nella scelta dei gruppi, progetti, che si decidono di supportare tra Under My Bed e Boring Machines: nessuno di noi si muove in ottica che potremmo definire "commerciale", ma questo è vero per la maggior parte delle piccole etichette. Lo facciamo perché siamo mossi da qualche cosa di indicibile, probabilmente la sincerità è uno di questi fattori, che ci portano a spendere le nostre quattro lire guadagnate sfacchinando di giorno e sperperarle, più che investirle, nella nostra passione. Spesso intervengono anche i rapporti personali, e questo è pressoché inevitabile essendo tutto sommato un ambiente abbastanza ristretto nel quale ci si muove.



Poi esistono delle differenze marcate tra UMB e BM; con UMB ci limitiamo a produzioni tranquillamente definibili come "minimaliste", sia dal punto di vista della confezione, che del supporto, in generale "povero" su cd-r o cassette, che del contenuto, privilegiando essenzialmente il cantautorato (è un termine che non mi piace molto, ma non ne trovo uno migliore), il folk, per quanto deviato o poco convenzionale. Under My Bed è un'etichetta che ha come fine mettere allo scoperto, anche solo in piccolissima comunità, delle perle (per noi) nascoste, indipendentemente dalla qualità della produzione. Ed è questo l'ambito in cui confido continueremo a muoverci. Boring Machines ha d'altra parte un approccio molto più professionale, a partire dalla confezione del prodotto, che è in generale quasi sempre spettacolare, a partire dai cd e ancora più col passaggio al vinile, è più centrata verso musica di "ricerca" particolarmente in ambito elettronico, ma non solo, e pubblica esclusivamente prodotti che potrei definire compiuti e maturi. Secondo me il lavoro di Onga è assolutamente impressionante, e sono onorato più che fiero di avere il suo supporto per i miei dischi.

Essendo Under My Bed Recordings una tape-label, il nastro magnetico supporto che registra e riproduce mediante apposite apparecchiature suoni, immagini e dati di memorie, possiede quindi significato e importanza?
Abbiamo mantenuto la definizione di tape-label anche se la stragrande maggioranza delle produzioni di UMB è su cd-r, perché crediamo che questa sia stata l'attitudine originale delle prime etichette su cassetta. In realtà quando nel 2001 abbiamo parlato di fare uscite su cassetta, ci è stato risposto che non avevano più il mangianastri nemmeno in macchina. Credo che all'epoca l'unico che sopravvivesse con le cassette fosse Best Kept Secret, che difatti ha sempre avuto la mia stima più sincera. Da lì la virata verso il cd-r. Quella di mettere in primo piano il contenuto, fosse anche su un supporto di bassa qualità ma disponibile, a livello di duplicazione, a chiunque, piuttosto che alla sovrastruttura della produzione. Questa poi si è evoluta in una estetica minimale della produzione "casalinga" che spesso è più apprezzabile di quella prodotta su larga scala. Altra cosa, quasi parallela, ma ad un certo modo indipendente, è l'utilizzo dei nastri o comunque di supporti analogici in fase di registrazione.



Una parte è legata certamente al romanticismo, abbiamo anni a sufficienza sulle spalle da aver registrato i singoli dell'estate dalla radio su cassette magari dieci volte prima che si impigliassero e poi bisognava cavarsela con la bic per rimetterle in sesto. L'altra parte, almeno per me, è stata cominciare a registrare con i piccoli "showbox" a cassetta che avevo ereditato da mio nonno: a tutti gli effetti un orrore, specialmente a livello di fruscio, ma in qualche modo un supporto "vivo". Secondo me il migliore esempio nelle produzioni UMB è . Sono sicuro che molti lo trovano inascoltabile per il livello di sfrigolio, ma se smetti di farci attenzione, allora ti porta verso viaggi nell'abisso, non solo del lago citato. Questa affezione per i supporti analogici, mi ha spinto a usare i registratori a bobina per quasi tutti gli album più compiuti, o sviluppati, di My Dear Killer, almeno come registrazioni "iniziali" (alcune delle sovra-registrazioni sono state prese direttamente in digitale, anche perché è un problema spostare il "cassone"), mentre il fruscio del nastro può essere utilizzato esso stesso come fonte/generatore di segnali; ce ne sono moltissimi esempi, William Basinski ci ha fatto qualche disco, per dirne una. Anche per me sono una delle fonti principali di "rumore" da utilizzare, così come le radio mal sintonizzate opportunamente, anche qui il verbo non è forse il più corretto, elaborate con una serie di effetti, modulatori, distorsioni, riverberi e cose del genere. Penso sia la segreta speranza di captare qualche segnale sconosciuto.

Finirei qui. Vuoi dire qualcosa?
Grazie.

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Ti Suono Nuovo: La compilation

Ti Suono Nuovo è il primo contest ufficiale per band inedite di Fusoradio e l'undici maggio prossimo si sfideranno le quattro migliori band partecipanti al quartier generale della radio, il Fusolab 2.0, in Viale della Bella Villa 94, a Roma (zona Alessandrino/Casilina). Ma non è certo finita qui! Dato che delle più di cinquanta band che hanno partecipato tantissime hanno proposto musica di altissima qualità Fusoradio ha pensato di pubblicare, in occasione del lancio della serata finale, una ricchissima compilation con 14 brani per 14 band, ovviamente aperta dai quattro finalisti del contest: I Dinosauri, Paisley Reich, Progetto Panico e Wrong On You.
Come nella buona tradizione della radio la raccolta sarà ascoltabile e scaricabile gratuitamente perchè le canzoni sono rilasciate sotto licenza Creative Commons e nessuno trae alcuna forma di profitto dall’iniziativa. La compilation, con l’artwork ad opera di Guendalina Fazioli, la potete ascoltare e scaricare gratis da questo link!


Ti Suono Nuovo
Fusoradio

Tracklist:
1. I Dinosauri – Bat–man
2. Paisley Reich – Slow things down
3. Progetto Panico – Oh mamma
4. Wrong on you – Man
5. Montauk – Il Bruco
6. Hot Fetish Divas – My heroin
7. Castagna – La finestra
8. Newglads – Unpredictable
9. Controlled Disorder – Mesmerize me
10. Mozzart Gozzart – Sallusti
11. I due bugiardi – Fratto T
12. Alberto Gesù – Peccato
13. Cafènoir – Gianni
14. The Fabbrica 2.0 – Vita mij


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domenica 28 aprile 2013

Manetti! + Weird, 3 Maggio @ Fusolab 2.0, Roma

Gran serata sabato prossimo al Fusolab 2.0 con Weird. e Manetti!, i primi ancora freschi di Desert Love for Lonely Graves uscito a Gennaio mentre gli altri, dopo l'ultimo omonimo disco del 2010 prodotto da Andrea Maglia e Luigi Galmozzi per Sangue Disken, sono pronti per presentare proprio al Fusolab 2.0 il loro nuovo Ep in uscita a Maggio. Due concerti davvero da non perdere!



Fusolab 2.0Evento FB

Rocky Votolato + Giress & The Orphan, 30 Aprile @ Circolo Arci Brainstorm, Fusignano (Ra)

Rocky Votolato apre il suo mini tour italiano martedì 30 Aprile al Circolo Arci Brainstorm in Piazza Corelli 14 a Fusignano (Ra), come già avevamo anticipato qualche domenica fa il songwriter americano è accompagnato dai nostrani e bravissimi Giress & The Orphan! L'apertura porte è programmata per le ore 21.00 mentre i concerti inizieranno alle 21.30.  Il biglietto potrà essere acquistatosolo la sera del concerto, alla modica cifra di 8 euro e per entrare non servirà la tessera Arci.





BrainstormGold Events
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Ti Suono Nuovo: La finale, 11 Maggio @ Fusolab 2.0, Roma

Si è conclusa la prima fase del contest di Fusoradio e sono state identificate le quattro band finaliste che nell’arco della serata finale dell’11 Maggio si contenderanno il primo posto. La giuria di qualità e il voto del pubblico stabiliranno quale delle quattro band si aggiudicherà il premio: interviste, passaggi radio, contenuti dedicati sui siti media-partner di Ti Suono Nuovo e la possibilità di raggiungere una nuova e importante fetta di pubblico di appassionati. Non mancate!



sabato 27 aprile 2013

Ground Wave - Spaceman


Proprio oggi, 27 Aprile, esce per la Black Vagina Records il secondo album dei Ground Wave, formazione di Foligno nata nel 2004 come rock band e ora trio dalle contaminazioni post-rock. L'album, intitolato Goodbye Neil, contiene sette meravigliose canzoni che alternano lunghi e portentosi pezzi strumentali ad un intimo cantato, malinconico e rassicurante. Come super anteprima eccovi la seconda traccia del disco, Spaceman. Cliccate play e lasciate la terra e le sue leggi alla spalle, qui si vola.



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Gazebo Penguins - The Name is not the Named - 2009

I Gazebo Penguins mi hanno davvero folgorato. Già con Penguinvasion... Ma questo album ha quella potenza che mi mancava da un pò. Contenente, come se non bastassereo già da soli, le collaborazioni esplosive di Paolo Torreggiani dei My Awesome Mixtape, Jonathan Clancy (His Clancyness, A Classic Education, Settlefish), Giulio Bursi (The death of Anna Karina), Bruno Germano ed Emilio Torreggiani dei Settlefish. Pugni nelle palle per tutti, chè si avvicina natale! Godete. (Dicembre 2009)


Gazebo Penguins
The Name is not the Named
2009
Suitside Records

Tracklist:
1. You & Me & Dave
2. Babo Vs Mollica at the gate
3. Harsh Realm
4. Mary Mongò used to call me Igino
5. banjochitarra
6. Maybe in December
7. Back in Blake
8. Robert Mitchum stole my girlfriend on the battigia
9. All the pregnants are in love
10. Wallabees
11. There's never goodbye for Motorpsycho's fans


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Black Eyed Dog - I To The Sky [Video]


da Early Morning Dislexya
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venerdì 26 aprile 2013

giovedì 25 aprile 2013

Festa della Liberazione

Oggi non è un giorno come un altro. E ci sarebbero mille parole da spendere sulla Liberazione e la quotidiana Resistenza di tante persone. Ma questo è un blog di musica, in fondo. Quindi parliamo del primo album di Lalli, Tempo di Vento, che usciva nel 1998 e vantava la partecipazione di Stefano Giaccone, Egle Sommacal e di altri ottimi musicisti. Brigata partigiana Alphaville (a mio padre) è la canzone che apre il disco ed è una canzone meravigliosa sulla Resistenza. Per ricordarci che oggi non è un giorno come un altro. 

"Scesi dall'auto a toccare il mondo, come venuti dalle stelle
ci guardavamo attorno senza fretta
i colletti alzati delle giacche erano rondini senza vento
nella testa solo un richiamo, rumore sordo di mare, un uragano.
Mi sorprendono gli occhi di tua madre
mi trapassano e se ne vanno
proprio mentre il ponte saltava in mille scintille.
Oggi sono vecchio e stanco, è Aprile, è vento e ho più paura,
perciò sono venuto a chiederti...
Fammi questo piacere, ti prego, questo piacere:
canta la mia canzone preferita, ti prego canta
cantala in questa mattina appena appena impazzita
cantala dove la mia mano ti potrà vedere
cantala dove anche il mare si può riposare.
Vedi non potevo davvero, non potevo di certo
guardare le luci brillare senza provare a toccarle,
canta la mia canzone preferita, ti prego canta
cantala in questa mattina appena appena impazzita."



martedì 23 aprile 2013

The WOWs - Thinking of Business


I The WOWs sono di Verona, suonano dal 2008 ed escono ora con un full lenght di rock ben pestato dal titolo War on Wall Street. Il quintetto produce efficacissime esplosioni sonore e il disco è un campo minato, a rappresentare perfettamente il loro sound eccovi Thinking of Business, quarta traccia del disco. Enjoy!



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Not Waving - Ability To Gain Access - 2013

Immaginate di essere sospesi all’interno di una grande spirale luminosa, circonfusa di luce abbagliante, e ipnotica con le sue infinite e vivide tonalità cromatiche. Lasciatevi allora trasportare dal dinamismo statico di questa iperrealistica fotografia, estraniandovi completamente da tutto quello che c’è al di fuori di essa. Chiunque desideri accedere ad uno stato d’essere tanto elevato, quanto alienato, non deve fare altro che selezionare Play e lasciarsi andare al suono di Ability To Gain Access. Quello che rende l’ultimo lavoro di Not Waving, così particolare, è la sua capacità di reinventarsi di continuo, ascolto dopo ascolto. D’altronde, c’è una garanzia preziosa: l’autore è Alessio Natalizia, giovanotto italiano trapiantato a Londra da diversi anni, e di cui avrete quasi sicuramente sentito parlare per via dei suoi svariati progetti musicali (Disco Drive, Banjo or Freakout, Walls). A distanza di solo un mese dal primo Ep Double Blind, la neonata Ecstatic Recordings rilascia la nuova fatica del musicista vastese, e ancora una volta, il ragazzo non sbaglia un colpo. Un’esperienza d’ascolto extrasensoriale che ruota attorno ad un tessuto sonoro, di matrice prevalentemente elettronica, dominata dai sintetizzatori, e non molto distante dalla psichedelia minimale della musica ambient, con glissandi wave che si dissolvono nell’aria come vapore acqueo. Brani cosmici, che riportano alla mente paesaggi sintetici, in cui atmosfere oniriche e angoscianti sembrano porsi in netto contrasto con la fluidità dei momenti più melodici. Avanguardia futurista e grande libertà di sperimentazione, tutto inglobato in un lavoro accessibile e in grado di catturare già dal primo ascolto. Questo e molto ancora si cela nel seducente mondo di Not Waving, e pensare che basta davvero poco per entrare a farne parte. Complimenti!



Not Waving
Ability To Gain Access
2013
Ecstatic Recordings

Tracklist:
1. Ability To Gain Access
2. Mental Means Alone
3. Power Source Above Beam Line
4. Functions Relationships Object


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Won - Face Simmetry [Video]

Da  Isolution
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lunedì 22 aprile 2013

Brioscine appena sfornate: Dario Sabatini

Annunciazione! Annunciazione! Dopo l'esordio con Miracolo Pop nel 2012, il cantautore in pelle umana, Dario Sabatini si racconta su The Breakfast Jumpers, proprio in occasione dell'uscita del primo videoclip ufficiale Graziello! Ecco a voi la chiacchierata con il ragazzotto pistoiese che ci parla della sua musica, delle sue passioni, con una buona dose di bizzarria e simpatia! Buona lettura!


Ciao Dario! Iniziamo con una domanda semplice e banale, che ti avranno già fatto mille volte, ma comunque essenziale per capire le tue origini artistiche. Verso che età hai iniziato a interessarti di musica e scrivere canzoni? Si è trattato di un processo naturale, oppure ci sono stati dei fattori che hanno influito sulla decisione di intraprendere tale professione?
Ciao Mara.Credo tutto sia iniziato quando avevo circa dieci anni. Ho trovato per caso una cassetta: “Rock'n' Roll Animal” di Lou Reed. L'ho messa dentro il mangiacassette e mi ha cambiato la vita. Ho scoperto un mondo nuovo, ed era il mondo che volevo io. Poi successivamente ho iniziato coi testi. Credo perché ne sentivo il bisogno e perché ad un certo punto sono iniziati ad uscirmi dalle mani. Non è una professione e purtroppo la situazione è drammatica. Occorre che gli artisti non abbiano più paura dei loro insuccessi e riprendano in mano la situazione. Ci si accontenta troppo e c'è la tendenza a voler a tutti i costi a rimanere in un circuito chiuso.

Dalla musica alle parole. Il ruolo di narratore esterno, che sembra non partecipare ai fatti e quindi descrive gli avvenimenti e i pensieri dei personaggi , rimanendo fuori dalla storia è tipico della narrazione novellistica. Non è dunque un caso che tu sia stato più volte definito il menestrello dei tempi moderni, che racconta con piglio ironico e perspicace stravaganza, storie che sfiorano temi sociali attuali e scottanti. Potresti, a tal proposito, parlarmi dell’approccio compositivo delle canzoni? È schematico, o cambia di volta in volta?
Muta di volta in volta, ma il processo di osservazione e ricerca dei personaggi è sempre il fulcro.

Miracolo Pop. Quale trama di pensiero, si cela dietro un titolo così particolare? 
Il pop può salvare la vita di chi sa vedere oltre ma non ne trova la concretezza. Attraverso il pop, il rock'n'roll ed altre forme d'arte è possibile trovare la strada per farlo.

L'album è stato prodotto da Alberto Mariotti e registrato da Fabrizio Marchetti. Come vi siete incontrati e quanto è stata importante per te questa collaborazione? 
Me lo hanno proposto ed io ho accettato. È stato istruttivo e mi sono divertito. E anche loro.


Nel brano di chiusura dell’album, con una manovra narrativa molto abile, ironizzi sottilmente sui rappresentanti della società moderna; non risparmi, dunque, la classe dirigente che giudichi falsa e subdola. Per fare ciò, ti servi della figura di Augustin Doroteo, un uomo dalle infinite debolezze, dalla mancanza di autoironia e soprattutto, con il terrore di oscure e misteriose fobie. Un’aspra critica – oggi quanto mai attuale – nei confronti di un sistema sempre più sull'orlo del collasso. Detto questo, te che sei un giovanotto, pensi davvero che la musica possa contribuire a rendere più popolare tra i giovani ,un argomento ostico come la politica? 
Ce l'ho con la classe dirigente così come con i poveri; a me interessa mettere a nudo la natura umana, che può essere piena d'amore o uno schifo in base al tuo spirito non alla condizione sociale. Diciamo che se sei ricco e potente il fatto di avere meno sfighe ti fa sembrare lo stronzo. Ma io non credo sia per forza cosi ed è semplicemente un caso. In realtà odio che la musica possa essere schierata politicamente, sicuramente però può sensibilizzare e far riflettere anche i più piccoli.

Andando ad analizzare i testi di ciascun brano, ci si rende conto di quanto l’essenza stessa dell’album, sia incentrata sulla contrapposizione di sentimenti contrastanti. Il già citato Doroteo, uomo vile ma per bene nei modi, o ancora Graziello l’ateo-credente. Appare sorprendente pensare, che proprio la presenza di questo dualismo sia uno dei punti di forza di Miracolo Pop. Che ne pensi, sei d'accordo con me?
Sì. Mi fa piacere che me lo chiedi. Uno dei motivi per cui ho iniziato a scrivere testi così è quello di mettere in luce questa mia caratteristica. Fondamentalmente sono pieno di contraddizioni e a volte ho bisogno del conflitto per poter apprezzare qualcosa. Ogni cosa che è presente attorno a noi può essere vista da vari lati. Ogni cosa nei miei brani ha la doppia faccia come se ti potesse tradire da un momento all'altro. Per me la botta emotiva è questa. La disgregazione dei concetti. Sei qualcosa solo perché puoi percepire un tuo opposto.


Cosa ne pensi della scena cantautorale indipendente italiana di oggi?
Non esiste una scena indipendente. Esistono molte persone che sembra si siano messe d'accordo per abbassare il livello artistico che c'è in giro.

Oggi presenterai ai tuoi fan, il video ufficiale di Graziello. Girato tra le campagne di Pistoia ed il Centro Sociale Sleb est, il videoclip segue le rocambolesche e surreali vicende di un ragazzo, al ritorno mattutino dalla discoteca con la sua bicicletta. Graziello, sotto l'effetto di chissà quali stupefacenti, ha un'allucinazione mistica e si immagina di condurre un'assurda rivoluzione contro il potere della Chiesa. Anche qui come d’altronde in ognuna delle tue canzoni c'è un risvolto sociale. Le schitarrate garage del brano hanno quindi un bersaglio ben preciso. Una canzone di protesta semplice ed efficace. Ti consideri un outsider? O è semplicemente un sentimento di riprovazione provocato dalla presenza di un sistema etico non sempre coerente?
Non so come considerarmi. “Graziello” è nata perché mi sono innamorato di una scena. Ho visto questo ragazzo che vagava strafatto in bicicletta alle 5 del mattino. Mi sono immaginato la sua vita. Al primo posto per me c'è la spiritualità nelle cose e nelle persone, quindi non amo che questa spiritualità possa divenire un fattore di lucro o di violenze. Persone che uccidono in nome di qualcosa. Forse hanno bisogno di uccidere perché quella spiritualità non c'è l'hanno. Graziello è una scusa anche per poter dire che per essere credenti non c'è per forza bisogno di credere nelle istituzioni in se. Godetevi il videoclip!


Siamo arrivati al fondo della nostra intervista. Cosa dobbiamo aspettarci per il futuro di cantautore in pelle umana? Non sarà mica una mutazione transgenica?
Ti ringrazio per la disponibilità! A presto! Spero in molte mutazioni a dire il vero. Sicuramente migliorare. Come persona e quindi poi anche come artista. Sento la necessità ultimamente di arrivare al dunque. Trovare un linguaggio più mio. Prendere posizioni. Lavorare sulla padronanza della tecnica. Sto lavorando a brani nuovi e voglio che ne esca un bel lavoro. Grazie a te le tue domande mi sono piaciute moltissimo. E ascoltatevi Dargen D'Amico.

RecensioneFBSito
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Dario Sabatini - Miracolo Pop - 2012

Il debutto del cantautore venticinquenne Dario Sabatini è il tipo di lavoro che pur riprendendo la tradizione classica del canto all’italiana, trascende la stessa rivendicando una libertà di espressione decisamente fuori dagli schemi; Miracolo Pop, prodotto da Alberto Mariotti, risulta essere così un lavoro piuttosto interessante con brani che assurgono al ruolo di vere e proprie poesie scanzonate con storie e personaggi filtrati da una visione romanzata, a tratti burlesca. Particolarità è l’alternanza tra parlato e cantato che conferisce all’artista le vesti da cantastorie moderno. Spaziando tra registri e toni differenti  e guidato da un inventivo umorismo di fondo, Dario ironizza con leggerezza sui luoghi comuni più surreali, con deliranti refrain e loopate verbali  al limite dell'assurdo. I brani prendono vita in un vivace dialogo tra voce e chitarra, scandito da armonie beat e dalla linea melodica della tastiera. I ritmi mai troppo complessi ed intricati accompagnano versi efficaci e divertiti che come squarci ci permettono di vedere cosa c’è dall’altra parte. Un immaginario estetico in cui regnano tinte sonore dal sapore teatrale, all’insegna di un pop spregiudicato che farebbe sorridere anche i più ostici. Un esordio che convince nella sua interezza.


Dario Sabatini
Miracolo Pop
2012
Salmone Rec

Tracklist:
1. Alle sorgenti dell'illusorio
2. Voja d novità
3. Miracolo PoP
4. Graziello
5. Augustin Doroteo


Recensione (Firenze Underground) ▲ FB
SoundcloudBandcampSito Ufficiale

domenica 21 aprile 2013

Programmazione di Maggio @ Glue Alternative concept Space, Firenze

Un maggio da orgasmi musicali allo spazio Glue, la programmazione del mese prevede l'apparizione dell'immortale Marco Parente, del delirante duo grind-core Mombu, di The Crazy Crazy World of Mr. Rubik, dei Vowland e dei Drop Circle. Se non siete ancora tesserati vi ricordo che dovete compilare il modulo per il tesseramento almeno 24 ore prima dell'evento, lo trovate a questo link.


Venerdì 3
Vowland
Drop Circle

Venerdì 10
Mombu

Venerdì 17
The Crazy Crazy World of Mr. Rubik

Sabato 25
Marco Parente


Rocky Votolato + Girless & The Orphan, 1 Maggio @ Cinema Metropolis, Umbertide (PG)

Un primo maggio da ricordare al Cinema Metropolis di Umbertide. In questa giornata dedicata alla celebrazione dei lavoratori e della dignità del lavoro, i ragazzi del collettivo Effetto Cinema (che gestisce la struttura) propongono un evento culturale di primo piano con quel meraviglioso genio di Rocky Votolato e con i nostri dotatissimi Girless & The Orphan. I posti sono limitati quindi non stateci troppo a pensare.


Girless & The Orphan
Rocky Votolato
Biglietto: 10 euro + 2 (diritti prevendita)

BigliettiEvento FB

sabato 20 aprile 2013

The Storylines - June Leaves - 2010

Oltre a regalarci la sua stupenda compilation natalizia Megaphone ha anche un bel catalogo, in crescita, di ottimi lavori. Come questo stupendo June Leaves dei The Storylines, un piccolo viaggio sonoro tra voci a volte sussurrate a volte più decise, elettro acoustic folk pop? Qualcosa del genere. Tanto per impazzire con i tag. Il picolo gioiellino è scaricabile da bandcamp oppure acquistabile nella sua originale forma fisica, 10 tracce, 10 disegni e una bellissima taschina il tutto a cura di Pierpaolo Febbo. Dopo averlo ascoltato lo vorrete anche tenere in mano. Enjoy!


The Storylines
June Leaves
2010
Megaphone

Tracklist:
1. Pond
2. Daisy
3. Your eyes are rifles
4. Pink Star
5. Sick of Goodbyes
6. Happiest, the 3rd most enviable
7. Wings
8. Icarus
9. SP1
10. Those Days


Recensione (Hate TV) ▼ FBBandcamp

Gazebo Penguins - È finito il caffè [Video]


da Raudo
FBTo Lose La Track

venerdì 19 aprile 2013

giovedì 18 aprile 2013

Nient'Altro Che Macerie - Al Vento - 2013

Passato quasi un anno dall'esordio Circostanze i Nient'Altro Che Macerie tornano con un nuovo album dal titolo Al Vento uscito a metà aprile per V4V Records. Il tre milanesi sono diventati ormai emo-urlatori professionisti e questo nuovo album è farcito di testi strazianti, inni generazionali e ritmi da head-banging. Sei tracce per tutti quelli che si sentono "nel posto sbagliato nel momento sbagliato".


Nient'Altro Che Macerie
Al Vento
2013
V4V Records

Tracklist:
1. In Silenzio
2. Il Senso della Fine
3. Evitabili Prospettive
4. Reazione al Nulla
5. Le Parole tra i Denti
6. Quello che Vorrei Dirti


FBSpotifyDownload

Dinosauri - Eppure noi (non ci siamo mai estinti) [Video]


da Eppure Noi
Sito UfficialeFBTW
TumblrSoundcloud

mercoledì 17 aprile 2013

Il Garage Ermetico - Costruzioni del Nemico


Il 3 Maggio esce il disco nuovo de Il Garage Ermetico, progetto nato nel 2005 e dal 2009 stabilmente un quartetto. La band già ci ha deliziato con l'Ep Pugni nell'aria nel 2010 ed ora è il momento per un full lenght comediocomanda con undici tracce tra punk e indie-rock. Dopodomani è una co-produzione Fumaio Records e CORPOC del quale potete ascoltare il primo estratto proprio qui sotto.



FBBandcamp

X-Marillas - X-Marillas - 2013 [Streaming]

Cosa può succedere quando due dei più pazzi gruppi italiani si incontrano? Succede che scoprono di amarsi come fratelli separati alla nascita e dopo un pò inevitabilmente fanno un disco insieme. Parliamo nientepopodiménoche della fusione de gli X-Mary e de I Camillas, ovvero gli X-Marillas! Il loro disco, ideato, registrato e mixato in due giorni e mezzo in una cascina a San Colombano, esce in formato 45 giri per una cordata di etichette mostruosamente lunga: Charity Press, Dinotte Records, Dischi di Plastica, Fooltribe, Il Verso del Cinghiale, Le Arti Malandrine, Mangiarebene Dischi, Noiseville, Nufabric, Tafuzzy Records, Wallace Records. La bellissima e psichedelica copertina è una rielaborazione di un’idea grafica di Agnese Pagliano, vincitrice del mini-contest organizzato dalle due band per decidere la copertina di questo loro primo disco. Che altro dirvi? Ascoltate a manetta e accaparratevi questo puro delirio vinilico da uno dei siti delle etichette!


X-Marillas
X-Marillas
2013
Charity Press / Dinotte Records / Dischi di Plastica
Fooltribe / Il Verso del Cinghiale / Le Arti Malandrine
Mangiarebene Dischi / Noiseville / Nufabric
Tafuzzy Records / Wallace Records


Tracklist:
1. Sapone
2. Tu sei pazza
3. Non voglio essere come mio zio
4. Pattini
5. Siamo tutti uguali


X-MaryI Camillas
Bandcamp

Gli Indiepatici S02E27: Ofeliadorme

Torna come ogni mercoledì l'appuntamento con la trasmissione di Fusoradio dedicata alla musica italiana, Gli Indiepatici! In questa puntata il buon Luigi avrà come ospiti telefonici i bolognesi OfeliaDorme che questo venerdì presenteranno il loro nuovo disco Bloodroot a casa loro, al TPO di Bologna con ospiti speciali come Vittoria Burattini dei Massimo Volume e Marcello Petruzzi aka 33 ore. Non mancheranno inoltre le rubriche di Acidiviola, Dance Like Shaquile O'Neal, Shiver Webzine, Giacomo Cortese e, chiaramente, anche di The Breakfast Jumpers.
Per ingannare la breve attesa fino alle 19 di stasera potete ascoltarvi il podcast della puntata precedente con l'intervista a Giulia Sarno che presenta il nuovo disco di unePassante. A più tardi!


FusoradioFB

Michele Maraglino - L'Aperitivo [Video]


Da I Mediocri
RecensioneFB
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martedì 16 aprile 2013

Youarehere - Primavera Ep - 2013

Primavera, proprio come il nome della stagione corrente, è il titolo del nuovo Ep della band romana Youarehere rilasciato da Bomba Dischi. Escluso il primo brano che funge da intro per presentare ciò che verrà, poi tutte le tracce si riversano delicatamente l'una nell'altra senza lasciare percepire alcuno stacco. Le melodie, rispetto all'album precedente When The Fall Leaves Trees, sono ancor più distese e avvolgenti, forte si sente l'ispirazione a Radiohead e Apparat. Un'atmosfera da vento tropicale spira ovunque con tanto di vortici sonori destabilizzanti verso dimensioni ignote. Atmosfere ambient e voci reverberate si aggiungono a loop ritmati e crescendo melodici, ed ecco che, tutto d'un tratto gli occhi si socchiudono, badate bene, non dal peso della stanchezza, ma per non vedere tutto e immaginare attimi fatti di niente. Prende forma una specie di mimetizzazione con l'ambiente tramite il suono che pulsa, le parole dei testi si accordano e agevolano la fusione, il clima pregno di romanticismo muta la natura in entità vivente. Oceano, castelli di neve, notti limpide, foglie e pioggia si legano a ricordi, umori e percezioni senza tralasciare, perché anche quello serve, il movimento euforico delle mani che si muovono in aria. Basta ascoltare e per chi vuole, scaricare free!


Youarehere
Primavera
2013
Bomba Dischi

Tracklist:
1. Rest
2. December
3. About me
4. Metaphysical
5. 1994
6. Primavera


FBSoundcloud ◄
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KeepOn 100% Best Live: Aprile 2013

Questo mese per la sezione Best Live potrete ascoltare le interviste ad Alessandro Diablo dei Sikitikis, che ci ha raccontato del tour in pieno svolgimento di “Le Belle Cose”, l’album uscito alla fine del 2012. Mentre per la sezione Rivelazioni Live, si è prestato ai microfoni di Alessio Gallorini Michele Postpischl, batterista degli Ofeliadorme. La band, in giro con il nuovo album Bloodroot, è reduce da un tour al sud con Rocketta Booking ma vanta anche diversi date all’estero, dove tornerà a suonare a inizio maggio. Il format verrà trasmesso per l'intero mese su tutte le radio che danno spazio alla musica dal vivo e che aderiscono al progetto KeepOn.

Puntata di Aprile



Pillola



Ecco invece le classifiche di Aprile 2013, riferite ai concerti tenuti nel mese di Marzo:

Best Live
1. Sikitikis
2. Ettore Giuradei
3. Bachi Da Pietra
4. Paolo Benvegnù
5. Tre Allegri Ragazzi Morti
6. Umberto Maria Giardini
7. Adriano Viterbini
8. Management del dolore post operatorio
9. Criminal Jokers
10. Paolo Mei e il circo d'ombre

Rivelazioni Live
1. Ofeliadorme
2. Blue Willa
3. Sadside Project
4. Paletti
5. Edible Woman
6. Kafka on the shore
7. Green Like July
8. Husband
9. Diego Deadman Potron
10. Matteo Toni

SitoUfficio Stampa

Lies - Escape I/S/M/ [Video]


regia di Kanaka project
da Escaping Colours Ep
BlogFBTW
Soundcloud

lunedì 15 aprile 2013

Brioscine appena sfornate: L'orso

Riprendiamoci un attimo dalle sberle del weekend precedente. Se la prospettiva di affrontare la nuova settimana mette i brividi, non abbiate timore, ci pensa L'orso a riscaldarvi l'anima e il buonumore con vampate di energia, che non conosce cedimenti. E non sarà un caso, ma finalmente oggi il sole picchia forte! In occasione dell’uscita dell’omonimo album, abbiamo avuto l’occasione di scambiare due chiacchiere con Mattia. Il risultato è questa intervista. Buona lettura!

Fotografia di Valentina Dell'Aquila

Ciao Mattia! Iniziamo con il più banale dei quesiti. Il primo full lenght arriva dopo tre Ep. Musicalmente l'evoluzione rispetto ai precedenti lavori è evidente. È solo una mia impressione, o i brani sembrano presentare una maggior melodicità, sia dal punto di vista vocale che strumentale? La responsabilità dell’album ha comportato una pressione o è stato un incentivo a dare di più? In prospettiva, come lo giudicate?
In questo nuovo lavoro abbiamo continuato a esplorare la melodia e la melodicità. Ci siamo sempre definiti pop ed è questo il campo in cui ci troviamo meglio, la base su cui lavoriamo alle sovrastrutture che ci stimolano. Adoriamo la canzone italiana, le grandi aperture, i pieni contrapposti ai vuoti. Abbiamo lavorato a questo disco con la consapevolezza di essere parte di un percorso e non un punto d'arrivo come succede per molti. Questo esordio è una tappa a cui siamo arrivati dopo due anni e mezzo e tre EP; ci sentivamo pronti. Dopo quest'album, non rinizieremo da capo, ma continueremo un tragitto. Sul giudizio personale, gli vogliamo molto bene, ci piace di cuore; ma ognuno di noi ne cambierebbe già gran parte, come è logico che accada dopo alcuni mesi dalle incisioni.

Il gruppo fondatore si è allargato con nuovi elementi. Quanto è stato importante l’apporto di nuovi musicisti all’interno della band e quali soluzioni musicali in più consente? Quali sono, in particolare, le ragioni che vi hanno spinto ad allargare la famigliola?
La famigliola si è allargata naturalmente, senza ricerche, senza provini.
Un giorno abbiamo pensato che un violino avrebbe funzionato ed ecco spuntare Gaia D'Arrigo che, oltre al suo strumento, ha portato voce, tastiere e una certo tocco femminile al nostro operato. Qualche giorno più tardi, invece, sentivamo il bisogno di una sezione ritmica più presente ed ecco arrivare Giulio Scarano, in tutta la sua bellezza olimpionica. Ora abbiamo trovato la nostra quadra. Nei live, d'altronde, quest'equilibrio raggiunge il proprio acme.

Prima di scrivere del nuovo album, ho voluto riascoltare entrambi gli ep, uno dietro l’altro. Una sorta di full immersione nel favoloso mondo dell’orso. Ho fatto caso, più di altre volte alle parole. La prosa è molto curata, e i testi sono pieni zecchi di figure retoriche. Penso alla similitudine dei cosmonauti in Astronauta, o ancora all’ossimoro di Invitami per un tè; così mi sono chiesta, è un processo di scrittura istintivo o frutto di ricerche più approfondite?
La mia scrittura è molto istintiva. Negli anni sta trovando delle proprie forme di auto-composizione che mi facilitano a ragionare nel momento stesso dell'atto, conferendo al lavoro un sostrato più analitico. Nasco e cresco nella scena rap italiana, nelle gare di freestyle, per cui sono sempre stato caro all'effetto esplosivo dell'istinto, allo scrivere proiettandosi con il pensiero già due versi più avanti. Ora - però - sono abbastanza maturo per rimettere mano ai miei scritti senza sentirmi stuprato; è un percorso in atto, difficile, ma necessario.

Fotografia di Marzia Antinori

Buona parte dell’identità personale de L’Orso risente della tua risaputa passione per il rap. Foster Wallace affermava che, spiegare il rap ai bianchi - e ai bianchi americani, in primo luogo – puo’ essere ostico e banale al contempo. Pensi che qui in Italia, il genere risenta ancora troppo della disparità rispetto ad altri stili musicali? Quando hai iniziato a coltivare quest’entusiasmo per il Rhythm And Poetry?
Il rap, in Italia (cit.), sta crescendo ad una velocità lampante. Penso che artisti come Ghemon e Mecna abbiano dimostrato cosa sia in grado di elaborare la scena italiana. Nel contempo, la grande notorietà del genere rischia di renderlo gretto ancor prima di vederlo risplendere per davvero. A livello di scrittura, seppur nella sua ingenuità istintiva (di cui abbozzavo precedentemente), il rap italiano alto sta sopraffacendo la scena indipendente cantautoriale (termine che odio).

"Funzionerà perché non faccio rap, scrivo."
(Mecna, da Senza paracadute

Io sono fan del rap italiano dal 2001, dal primo solista di Fabri Fibra, dai Gente Guasta, da Bassi Maestro; una golden age di critica, ma non di pubblico. Non vedo innovazione espressiva, invece, nell'indie italiano, nel cantautore appiattito. A furia di sentirci superiori verso l'altro genere in cui la lingua italiana predomina, ne siamo diventati allarmati inseguitori. La disparità è solo tra i nostri intellettualismi e il (loro) realismo.

Se iniziassi questa strofa con il solito: 
"Loro non ci capiscono, noi siamo il vero hip-hop o no? Il loro ci dà il vomito"
finirei a fare l'idolo di una parte di popolo 
ed è un rischio essere il re di quelli che si compatiscono.
(Ghemon, da Bravo)

Le canzoni sembrano spesso dei racconti di vita di un qualsiasi ragazzo della nostra età, alle prese  con le solite complicate cose di tutti i giorni. Riconoscersi in una canzone. Io penso che capiti a tutti. È proprio questa partecipazione un punto di forza della vostra musica. Non sempre la vostra però è una visione ottimistica della vita, cosa si nasconde dietro questo velato pessimismo? È la mancanza di certezze, lavorative ed amorose, a procurare disagi e scomodità?
Non c'è pessimismo, o ottimismo, nella nostra musica; c'è realismo e ironia. Lasciamo all’ascoltatore la sacra libertà individuale di scegliere tra la vivacità della musica e il cinismo della scrittura, senza condizionamenti pessimo/ottimistici. Il twee-pop nordico segue proprio questo gioco: la contrapposizione tra parole crude e leggiadria musicale. Con la nostra musica puoi fischiettare allegro i tuoi problemi, e quindi sdrammatizzarli, alleggerendoti.

Questa è una mia curiosità personale. Mi dici cosa leggi? Quali sono i tuoi scrittori preferiti?
Sono cresciuto con i contemporanei americani, il romanticismo russo e francese, Calvino. Fitzgerald e Ellis sono i miei padri. Poi Flaubert, Goethe, Hesse. Bukowski fu il primissimo amore di gioventù, seguito da Hemingway. Per la poesia, Armitage. Carver per le short stories. Ora vorrei recuperare i grandi scrittori moderni italiani, di cui il ripudio di me ingenuo adolescente è finalmente svanito

Qual è la soddisfazione più grande che avete ottenuto in questi anni?
Direi questo inizio di tour. Centinaia di persone a data, le prime file a cantare tutti i brani a memoria, i sing-along. Non è facile individuare il momento più emozionante all'interno della nostra seppur giovane storia; questo affetto del pubblico è in aumento progressivo da oltre due anni. La soddisfazione più grande, dunque, è L'orso in sé, in tutto ciò che ne segue: persone, concerti, dischi.


Quali gruppi italiani ritieni interessanti o semplicemente ti piacciono?
I già citati Mecna e Ghemon, la scrittura di Niccolò de I Cani, il pop dei Perturbazione. Non mi ha emozionato nessuna recente next big thing; in realtà sono molto poco interessato alla scena indie italiana, quindi i grandi colpi di pathos che durano una primavera me li perdo, arrivando colpevolmente in ritardo. Ho altri gusti, altri interessi e, per l'Italia, una storia da recuperare e scoprire. Prediligo la scena rap o la scena clubbing italiana, dalla quale traggo sicuramente più spunti in questo periodo storico.

Adesso siete impegnati in un lungo tour che vi vedrà impegnati in tutta Italia ( a proposito non ho visto ancora nessuna data pugliese), ti andrebbe di ricordare le prossime date live?
Queste qui sotto sono le nostre date primaverili, ma ne usciranno sicuramente altre. Per la Puglia, speriamo di tornarci presto, magari in estate; ma sta ai promoter. Ci dispiace girare l'Italia saltando però parte del sud (e isole).
Dopo le prime dieci date iniziali, ecco dove ci potete trovare:
18 aprile: Thiene (VI) @ Disorder
19 aprile: Novara @ Big Lebowski
24 aprile: Rimini @ Neon

25 aprile: Fermo (AP) @ Soul Kitchen
26 aprile: Tba
27 aprile: Latina @ Sottoscala 9

28 aprile: Pesaro @ Dalla Cira
03 maggio: Firenze @ Tender

10 maggio: Giulianova (TE) @ Officina Arti e Mestieri
11 maggio: Firenze @ Fortezza Da Basso - Fortezza Sound
17 maggio: Toscolano Maderno (BS) @ Taquis Bar
18 maggio: Cadriano (BO) @ Garrincha Loves Birra
26 maggio: Piacenza @ 7PM Festival
07 giugno: Milano @ MiAmi Festival


Per finire, una richiesta piuttosto stramba. Metteresti su due righe in versi per il nostro blog?
Della Puglia ricordo un letto matrimoniale di assolata castità in una foto da bimbo. / Della Puglia ricordo lontani parenti come api operaie nell'atto di versare limoncello. Anni dopo, in tour. / Penso di aver più memoria di una Puglia che di certi amori, i quali, in un dato momento della vita, mi parevano la vita stessa. / Per questo, a vent'anni, ho iniziato a portare degli occhiali da riposo.

Grazie mille per la disponibilità. Un abbraccio caloroso al resto della band con la speranza di beccarsi dal vivo il prima possibile.
Ciao!

RecensioneFBTW
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L'orso - L'orso - 2013 [Streaming]

Oggi vi racconto una storia e come tutte le storie che si rispettino non può che iniziare con il c'era una volta. C’erano una volta tre ragazzi alle prese con l’adolescenza. Mattia, sbarbato e con un ciuffo all’insù da far invidia ad Elvis, Tommaso, un giovanotto riccioluto con una grande passione per la cucina e Christian, pacioccone ed oltremodo simpatico e solare. Insieme poco più di mezzo secolo d’età  e una miriade di preoccupazioni, gioie, ingenuità che un periodo di transito e di cambiamenti può provocare. Era il 2010 e l’orso iniziava un percorso musicale che, giorno dopo giorno, avrebbe raggiunto risultati sbalorditivi. Da allora, sono passati un po’ di anni e anche se, molte cose sono cambiate, l’amore, la passione, la sincerità di questa band è rimasta intatta. Oggi sono in quattro, Mattia, Tommaso, Gaia e Giulio e tornano con il primo lavoro discografico, consegnandoci un mondo in continuo divenire, in cui istanti e ricordi si mescolano, incrociandosi amorevolmente in un locus amoenus piacevole e idealizzato. Ascoltare quest’album ti riporta indietro nel tempo, in piena fase adolescenziale, quando mamma non rompere era la frase più pronunciata da adolescenti tormentati dal nulla. Il paesaggio sonoro dell’orso è mutato, ogni Ep successivo ha visto esplorare l’universo del pop con ascetica determinazione; strumentazione arricchita da nuovi elementi, atmosfere a temperatura incandescente, melodie immediatamente memorizzabili e testi che sono dei veri e proprio slogan. Momenti di delicata trasparenza si palesano in un twee pop, che tra atmosfere nordiche e l’eclettismo della canzone all'italiana, abbraccia intere generazioni, con una scrittura ricca di fantasia e coinvolgente spontaneità. Così, per ogni brano, ci si ritrova a sfogliare mentalmente l’album fotografico del passato, e tutto improvvisamente sembra essere incredibilmente nitido; il tempo è fermo nella traiettoria del pensiero, immobile in una frequenza di versi, immagini, posti e persone sigillate nelle radici e nella corteccia di ogni storia interrotta. E allora, ti viene il groppo alla gola, quel sentimento che non sto nemmeno qui a spiegarvi, e che è insolito bussare alla vostra finestra, come se foste i protagonisti di un telefilm degli anni 90’. Una sola parola, perfetto!


L'orso
L'orso
Garrincha Dischi
2013

Tracklist:

1. Ottobre come settembre
2. Tornando a casa
3. Il tempo passa per noi
4. I nostri decenni
5. Con i Chilometri contro
6. Certi periodi storici
7. La meglio gioventù
8. Invitami per un tè
9. James Van Der Beek feat.Magellano
10. Acne giovanile
11. Baci dalla provincia



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